LETTERE DEL PRESIDENTE |4| OMAGGIO a CARLO PEDRETTI & AI SUOI LUOGHI da FILM…

28 May 2020

Col titolo “Omaggio a Carlo Pedretti & ai suoi luoghi da film” si va col pensiero immediatamente alla nuova Piazza scenografica intitolata proprio al Professore Carlo Pedretti, fra i più noti studiosi e conoscitori di Leonardo da Vinci al mondo, posta di fronte al Centro Espositivo Leo-Lev della città di Vinci. Un piazza la cui storia ha una trama degna di un film, ma su questo torneremo in un’altra occasione … 

Oppure s’immagina la sede del Professore Carlo Pedretti a Los Angeles, dove per tanti anni è stato titolare della cattedra di studi vinciani presso l’Università della California, UCLA (University of California, Los Angeles) …

Oppure a Windsor, nell’omonima Royal Library, dove Carlo Pedretti su incarico della Regina Elisabetta eseguì il catalogo dei frammenti dal Codice Atlantico di Leonardo da Vinci per la collezione reale, pubblicato nel 1957… 

O ancora nella magica città di San Pietroburgo e nel suo Museo Statale Ermitage dove Carlo Pedretti nel 2016, assieme al Direttore Generale Mikhail Piotrovsky e alla Curatrice Tatiana Kustodieva inaugurava, quale ospite d’onore, la mostra Two “Floras”.

Oppure altri luoghi ancora, lontani e più noti della cosiddetta provincia. Invece mi riferisco proprio ad essa: il territorio della Valdinievole …

Ed esattamente faccio riferimento alla vista dal mio studio dove Carlo Pedretti, accompagnato dall’amico comune Andrea Benigni nel marzo 2017, a cui fecero seguito, fra altre frasi generose che conservo con affetto e riconoscenza, le seguenti del Professore:

“… Mi congratulo con te anche della splendida sistemazione del tuo studio e laboratorio aperto su un paesaggio che mi sta veramente a cuore…”.

Quel paesaggio (la Valdinievole) non si è dimenticato del Professore Pedretti e, fra tante altre iniziative che mi auguro verranno ancora intraprese, vede la presenza sul marciapiedi di Viale Verdi di Montecatini Terme di un disco in ottone, su iniziativa del Centro Espositivo Leo-Lev di Vinci, col nome di Carlo Pedretti. 

Un viale scenografico, va ricordato, che porta il nome e rende omaggio ad un assiduo e celebre frequentatore della città termale di Montecatini, Giuseppe Verdi.

Quello dedicato a Carlo Pedretti è un disco commemorativo, come quelli dei personaggi famosi che hanno avuto frequentazione e rapporti nella lunga e prestigiosa storia della città termale, fra i quali appunto Giuseppe Verdi. Il disco, dedicato a quello ritenuto il più noto studioso di Leonardo al mondo, è collocato proprio davanti allo showcase nella città termale del Centro Espositivo Leo-Lev con sede a Vinci in Piazza Carlo Pedretti.

Ed una targa in onore di Carlo Pedretti è stata collocata anche a Montecatini Alto su iniziativa della rispettiva Pro loco. 

Questi, fra tanti, sono i luoghi che rendono omaggio a Carlo Pedretti… Ma perché definirli luoghi da film?…

Potrei dire che parlando di Carlo Pedretti è conseguente parlare della sua grande passione per l’arte cinematografica, voglio a riguardo ricordare il raffronto fra l’Ultima cena di Leonardo da Vinci e il film di Sergej Ejzenstein che Pedretti illustra nel suo Leonardo & Io del 2008, La cena del secolo

 < La realtà […] è sempre presenza plastica, e questo anche quando s’impone come forma simbolica a diversi livelli di lettura. La Cena, simbolo del sacrificio di Cristo, appare già nei primi studi di Leonardo per l’Adorazione dei Magi, come mostra un noto disegno del Louvre che risale al 1481: l’accenno a un tavolata di figure raggruppate […] sembra riflettere un modello plastico[…] mentre la figura che indica il piatto in fronte a sé nello schizzo accanto riprende il tipo di busto in terracotta che la bottega del Verrocchio aveva già introdotto, forse proprio con la partecipazione del giovane Leonardo. E potrebbero essere questi i primi indizi di una pratica che Benvenuto Cellini avrebbe attribuito anche a Leonardo, quella cioè di visualizzare l’impianto spaziale di una scena mediante l’impiego di piccoli modelli di cera o di creta. […]. Sergej Ejzenstein così si esprimeva nel 1931: “Ogni immagine andrebbe interpretata in questo modo. Di qui il mio modo di comporre immagini plastiche […]. La composizione cinematografica, come organizzazione delle forme nello spazio in continuità temporale, deve essere il passaggio dall’intrinseco all’esteriore, lo sviluppo ritmico di quelle forme che, sostenute dall’incalzare della drammaticità, si identificano con l’intenso splendore e ne assecondano lo sviluppo”>.

Ma sul tema Carlo Pedretti e i film potrei fare riferimento anche ad una “appartenenza territoriale” fra due personaggi famosi e dire che Pedretti, essendo nato a Bologna, è corregionale del più noto regista italiano, nato come lui negli anni ’20 ma a Rimini, il premio Oscar Federico Fellini, di cui quest’anno ricade il centenario dalla nascita e pertanto questa citazione intende costituire un omaggio al grande Maestro del cinema, orgoglio italiano in tutto il mondo, riportando il “centratissimo” logo scelto  dal Comitato organizzatore per le celebrazioni del Centenario, elaborato sulla base di un disegno originale del regista livornese Paolo Virzì che riprende una delle foto più celebri di Fellini sul set di “8 e mezzo”…

Ma c’è una ulteriore piccola coincidenza che lega i personaggi Fellini e Pedretti, proprio attraverso il film 8 e mezzo, ed è costituita da alcune scene del film girate negli stabilimenti termali di Montecatini Terme adiacenti al bellissimo Viale Verdi, l’asse termale settecentesco voluto dal Granduca Leopoldo per la città di Montecatini, che si apre prospetticamente sullo scenario unico al mondo del colle con la sua inconfondibile forma a sella sui cui si adagia il Borgo medioevale…

Pedretti ha sul Viale Verdi un importante riconoscimento come i personaggi famosi nel mondo che hanno frequentato la città termale, Fellini nel film di 8 e mezzo, ambientato prevalentemente a Chianciano, per una scena con Claudia Cardinale e Marcello Mastroianni ha scelto (andrebbero trovate testimonianze della frequentazione per stabilire il luogo) l’immagine tipica dei viali termali con i lampioni presenti allora anche sul Viale Verdi di Montecatini Terme. 

Questo allestimento scenografico, sul viale scandito dal filare dei lampioni, mi dà l’occasione di un ricordo …, come in una sorta di intreccio o nodo vinciano …

L’amministrazione comunale agli inizi degli anni 2000 decise di sostituire i lampioni tradizionali che accompagnavano in modo discreto il passo più lento a cui invitava il Viale delle Terme con altri più alti, a braccio, ritenuti più idonei. L’allora architetto capo del Comune Villy Modica manifestò il desiderio comunque di recuperare gli oggetti che avevano caratterizzato una parte della storia, forse la più vivace, della città termale.

Sempre agli inizi del 2000 tenni una lezione al Master Valorizzazione e gestione in rete dei beni ambientali, presso la Facoltà di Architettura di Firenze, su “La storia e l’identità delle città termali e la Mitteleuropa”,  proprio mentre erano in corso i lavori di sostituzione dei “vecchi” lampioni, facendo un raffronto fra le luci di quelli precedenti, bassi, con quelli nuovi puntiformi, alti, in rapporto alle luci che scandivano e facevano da introduzione al profilo del colle di Montecatini Alto.

In quell’occasione didattica illustrai un mia proposta progettuale, che avevo messo a disposizione per il Comune (una sorta “in proporzione” per Montecatini e Renzo Piano per Genova …, consentitemi la voluta ironia che sarebbe piaciuta a Carlo Pedretti …) tanti anni prima per la sostituzione dei lampioni, dove proponevo l’innovazione nella continuità. E l’idea piacque a tal punto ad un’azienda che curava le luci degli allestimenti per le scenografie del Festival di San Remo, che realizzò gratuitamente un prototipo, con una luce bassa per l’illuminazione delle aiuole fiorite e del marciapiedi, ed una poco più alta dei lampioni precedenti per il viale, ma senza conseguenze …

Non riuscii quindi nell’intento e con me fu deluso l’architetto Modica che, è il caso di ricordarlo a dimostrazione che gli intrecci continuano, assieme a Pedretti aveva proposto di realizzare una Fontana su disegno di Leonardo nella Città delle acque di Montecatini Terme …

Sono questi ricordi, testimonianze storiche o altro ancora? Ed è legittimo chiedersi dopo aver incontrato una certa coincidenza di personaggi, luoghi e film (Fellini, Pedretti, Viale Verdi e Otto e mezzo) chiederci che coincidenza può esserci ancora fra Carlo Pedretti, Montecatini Alto ed un film?

Il film è Una Roll Royce Gialla del 1964 e l’episodio è raccontato nel paese “partenopeo” di Soriano. E’ inconfondibile lo squarcio che introduce il viaggio sul golfo di Napoli (una città amata da Carlo Pedretti dove ha ideato nel 2017 un’importante mostra) verso il paesino di Soriano …

E altrettanto è inconfondibile la strada costiera che porta al piccolo paese sul mare …

Poi per non lasciare dubbi la Rolls Royce gialla incrocia un asinello, uno fra i simboli partenopei …

Infine c’è uno squarcio sulla marina di “Soriano”, che in realtà è Porto Venere …

Ed infine La Rolls Royce gialla si ferma con a bordo i due attori premi Oscar,  Art Carney e Shirley MacLaine, nella piazzetta di Soriano, che in realtà è l’ingresso a paese di Camogli …

I due protagonisti si trovano infine al centro di quello che sembra proprio un borgo storico, il centro quindi (finalmente) del paese di “Soriano” rappresentato vicino Napoli … Ma non è così, in realtà i protagonisti sono nella piazzetta di MONTECATINI ALTO …

Shirley MacLaine e Art Carney proseguono quindi la loro camminata con uno scorcio della piazza di Montecatini Alto verso monte …

Quindi c’è uno scorcio della piazzetta verso valle …

Poi ancora un primo piano sul monumento della piazza e su un fotografo del posto (addirittura scalzo ad indicare la località marina) che …

Risulta essere l’altro protagonista dell’episodio: Alain Delon.

Quindi ancora una volta come in precedenza: un film, La Rolls Royce gialla, un luogo, Montecatini Alto e Carlo Pedretti con la targa che gli rende omaggio …

Ma non è tutto, lasciando il tema dei film, esistono come anticipato altri nodi, intrecci o coincidenze fra Pedretti, l’architetto Villy Modica e il sottoscritto … 

Si tratta proprio del disegno della Fontana Pannicolata ideata da Leonardo da Vinci e studiato da Carlo Pedretti … 

E torniamo con gli eventi al “secolo scorso”, alla fine degli anni ’80 quando, ricoprendo la carica di Assessore al Turismo del Comune di Montecatini e Vicepresidente delle Terme di Montecatini, il  Professore Carlo Pedretti e l’Architetto Capo del Comune Villy Modica, inoltrarono una proposta altamente suggestiva e pertinente per quella che era allora la stazione termale più nota al mondo, anche se si definiva più “semplicemente” Montecatini Terme d’Europa: riproporre a Montecatini città delle acque una fontana di Leonardo da Vinci eseguita con la consulenza del suo più famoso studioso al mondo, da poco trasferitosi dall’America per essere più vicino alle origini del suo Leonardo.

Non riuscii a trovare i finanziamenti per la realizzazione dell’opera (anche allora era l’economia a condizionare l’arte e la cultura) e dopo poco interruppi l’attività amministrativa, dedicandomi fra l’altro per anni all’insegnamento del citato Master Universitario dove illustrai, trattandosi di materie legate ai beni culturali e ambientali, con grande sorpresa degli studenti, anche questa mancata realizzazione.

Sono occorsi 30 anni affinché incontrando di nuovo Carlo Pedretti potei, con suo grande entusiasmo e vivacità intellettuale riprendere il tema della progettazione della Fontana di Leonardo parlandone presso il mio studio che si apre sulla vista della Valdinievole, quando Pedretti maturò quella considerazione di affetto per quel territorio.

La realizzazione della fontana fu possibile grazie alla volontà dei proprietari del Centro Espositivo Leo-Lev e purtroppo Carlo Perdetti non poté gioire di quella realizzazione che ora si affaccia sulla nuova piazza di Vinci che porta, sempre su iniziativa del Centro Leo-Lev e pronta risposta del Comune di Vinci e della Prefettura di Firenze, il suo nome.

Chissà se qualcuno farà mai un film su Carlo Pedretti e Leonardo, sicuramente emergerebbero argomenti più importanti di quanto ci ha offerto finora la sin troppo disinvolta letteratura riguardo quest’ultimo; una cosa è certa: se gli fosse stato proposto a suo tempo, Carlo Pedretti non avrebbe soltanto assistito alla regia, ma avrebbe personalmente interpretato se stesso nel ruolo di amatissimo attore.

Oreste Ruggiero

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