LETTERE DEL PRESIDENTE |7| Il Centro Espositivo LEO-LEV eletto a “opificio” per il restauro della MADONNA DEL PARTO DI SAN GENNARO

17 July 2020

In una recente lettera, esattamente la n. 5 di giugno, andavo con la memoria alle conclusioni del mio intervento, poco più di un anno fa, nella sala dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove asserivo che «L’Angelo di San Gennaro essendo ‘annunciante’ è da percepire assieme (o addirittura eseguito per diventare gruppo scultoreo) ad una bellissima Madonna del Parto».

Sostenevo inoltre che questa scultura in terracotta è ormai inscindibile dall’Angelo Annunciante, attribuito da Carlo Pedretti al giovane Leonardo Da Vinci, in quanto documentazione d’archivio del 1646 descrive le due opere poste una di fronte all’altra come gruppo scultoreo dell’Annunciazione). 

Denunciavo inoltre che l’opera versa in condizioni precarie e i depositi accumulati e sedimentati nel tempo sulla superficie, assieme a una enigmatica ridipintura biancastra dilavata ne impediscono la percezione dell’insieme e la preziosità dei particolari che la contraddistinguono.

E sollecitavo, dopo l’esempio virtuoso del Centro Leo-Lev che ha interamente promosso e sostenuto il restauro dell’Angelo Annunciante di San Gennaro che ‘qualcuno’ si facesse avanti per il restauro della preziosa Madonna del Parto di San Gennaro.

Auspicavo questo perché quella scultura in terracotta è particolarmente misteriosa e singolare, essendo unica al mondo, per quanto mi risulta, del suo genere in terracotta e di dimensioni al naturale di circa cm.168 (molto più del normale rispetto alla rappresentazione di una donna del 1400) e per il forte richiamo al tema della Madonna del Parto e ai modi di Piero della Francesca, che tutti gli studiosi (pochi in verità) che si sono occupati della Madonna evocano costantemente, se non altro per comparazione all’opera di quell’artista.

L’attesa di oltre un anno per il restauro della Madonna del Parto, e non meno per l’indagine che lo anticiperà attraverso esami diagnostici, per ricomporre un gruppo scultoreo ormai così inteso da secoli (e non meno studiare il valore della Madonna del Parto come era così concepita in origine prima della sua trasformazione a Madonna Annunciate), infine non sono andati vani …

Ma ancora una volta è stato il Centro Espositivo Leo-Lev a promuovere e a impegnarsi per l’intervento di restauro, autorizzato dalla Soprintendenza di Lucca in data 14 luglio 2020 a firma della Soprintendente Angela Acordon e direzione della dottoressa Ilaria Boncompagni.

Si può dire, rivolgendo anche un pensiero affettuoso per il compianto Soprintendente reggente di Lucca Franco Filippelli, che si è ricostruita la “squadra” che è stata protagonista del restauro dell’Angelo Annunciante di San Gennaro, costituita da Mons. Michelangelo Giannotti e Don Daniele Martinelli, rispettivamente Direttore e Vicedirettore dei Beni artistici dell’Arcidiocesi di Lucca; Don Cyprien Mwiseneza parroco di San Gennaro e Filippo Tattini incaricato del restauro dopo un ruolo da protagonista nel restauro dell’Angelo Annunciante di San Gennaro nell’ambito dell’incarico affidato all’Opificio delle Pietre Dure e diretto da Laura Speranza.

MA STAVOLTA C’E’ UNA NOVITA’ …

Il Centro Leo-Lev è stato eletto ‘opificio’ per il restauro della Madonna del Parto!

Infatti il restauro verrà eseguito presso il Centro Espositivo di Vinci e sarà visibile durante il suo percorso diagnostico e scientifico. Quindi non più un’opera che riappare soltanto dopo il lavoro degli specialisti ma il lavoro su un’opera che si mostra sotto gli occhi dei visitatori, come avveniva nelle Cattedrali e nelle botteghe d’artista spesso aperte al pubblico e ai sui commenti.

Quella del restauro della Madonna del Parto sarà anche un’occasione didattica che mi auguro venga apprezzata e seguita sul territorio, soprattutto dalle scuole, in tutto il suo valore e significato. 

Al momento non ho altro da aggiungere, se non che la Madonna del Parto in terracotta, unica nel suo genere e velata di mistero è stata trasferita da San Gennaro al Centro Leo-Lev di Vinci alla presenza di: Ilaria Boncompagni della Soprintendenza di Lucca, Don Daniele Martinelli vicedirettore dei Beni artistici dell’Arcidiocesi di Lucca, Filippo Tattini, già collaboratore dell’Opificio delle Pietre Dure per il restauro dell’Angelo Annunciante di San Gennaro e del sottoscritto in qualità presidente Leo-Lev che in questo caso assume anche il ruolo di struttura a carattere museale e di restauro di opere d’arte, e virtualmente Don Cipriano, parroco di San Gennaro, che essendo fuori sede ha comunicato durante l’operazione di trasferimento telefonicamente. E’ stata inoltre gradita la visita, quale affezionato della comunità di San Gennaro e delle due opere, che sempre più la caratterizzeranno nel mondo, l’Assessore di Lucca Gabriele Bove che è stato testimone di quanto il Centro Leo-Lev si stia prodigando per il territorio e per il recupero e valorizzazione dell’arte.

La Madonna del Parto non scompare quindi dalla vista durante le operazioni di restauro ma, ancora più di prima è visibile al Centro Leo-Lev assieme all’Angelo Annunciante di San Gennaro, dove aspettiamo i visitatori per un percorso che stavolta diventa comune.

Sono altrettanto sicuro che: attraverso le mani sapienti di Filippo Tattini, il confronto permanente con Ilaria Boncompagni quale funzionario incaricato della Soprintendenza di Lucca, la visita annunciata di Laura Speranza dell’Opificio delle Pietre Dure e gli studi sul tema aperti anche al pubblico (sui quali intendo esprimermi prima del restauro quali ipotesi anche in rapporto all’Angelo tutte da verificare, e se necessario anche da riconsiderare dopo quanto emergerà dalle indagini scientifiche) la Madonna del Parto di San Gennaro potrà raccontarci cose inaspettate. Sicuramente storie di secoli velate nel mistero di quelle enigmatiche rappresentazioni che, improvvisamente, hanno chiuso il loro ciclo artistico con la famosa Madonna del Parto di Monterchi del grandissimo Piero della Francesca.

Oreste Ruggiero

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