Arcangelo Gabriele lascia il Centro Espositivo Leo-Lev ed è visitabile nella Chiesa di San Franceschetto, Lucca. Al Centro Espositivo Leo-Lev a Vinci continua la mostra "Una Singolare Annunciazione".

17 September 2021

l’Angelo Annunciante, scultura della pieve di San Gennaro a Capannori (Lucca) che il professore Carlo Pedretti aveva attribuito a Leonardo da Vinci giovane, dopo quasi due anni lascia l’ esposizione allestita presso Centro Espositivo Leo – Lev di Vinci.

Il restauro della presunta opera giovanile del massimo protagonista del Rinascimento è stata promosso e sostenuto dal Centro Leo-Lev ed eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L’opera prima del restauro versava in gravi condizioni in quanto nel 1773 colpita accidentalmente da una scala, frantumandola in 28 pezzi, e ricomposta da un artigiano locale.

La scultura policroma in terracotta, alta 131 centimetri, raffigura l’Arcangelo Gabriele ed era stata attribuita già nel 1957 alla scuola del Verrocchio dallo storico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti, per poi essere attribuita nel 1998 e 1999 da Pedretti come opera giovanile di Leonardo.

L’opera sarà esposta dal 18 settembre al 19 dicembre nella chiesa di San Franceschetto a Lucca, con evento promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Al Centro Espositivo Leo-Lev è possibile ammirare ancora la Replica dell’Angelo Annunciante realizzata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Una copia a grandezza naturale dell’Arcangelo Gabriele, eseguita con modalità di modellazione e cotture dell’argilla dell’epoca, in cui sono state riproposte le stesse pigmentazioni dell’Originale datato fra fine ‘400 e inizio ‘500.

Al Centro Leo-Lev è presente anche un’altra rarità – La Madonna del Parto della Pieve di San Gennaro (artista anonimo), una scultura in terracotta particolarmente misteriosa, essendo unica al mondo nel suo genere scultoreo, di dimensione al naturale di circa cm 1.68 (molto più del normale rispetto alla rappresentazione della donna tipica del 1400) e per il vivo richiamo ai temi e ai modi della famosissima Madonna del Parto di Monterchi di Piero della Francesca.

Oltre ad illustrare le operazioni di restauro, l’intento espositivo è evidenziare come l’Angelo Annunciante e La Madonna del Parto siano ormai inscindibili fra di loro, in quanto una documentazione d’archivio del 1646 descrive le sculture poste una di fronte all’altra come un gruppo scultoreo dell’Annunciazione. Questo fino a tempi più recenti quando Antonio Mazzarosa, nel 1933, in “La Terra di San Gennaro la sua Pieve e il suo Pievato, Note artistiche storiche, Memoria” scrive: “Due statue, di grandezza naturale, in terra cotta senza vetrina, l’una ridotta in due pezzi, ma ricomponibile (l’angelo), l’altra mutilata delle mani (la Vergine) […] Poste l’una di fronte all’altra rappresentava l’Annunciazione della Vergine”.

In un’unica sala, il Centro Espositivo Leo-Lev presenta ai visitatori il valore simbolico fra l’Angelo e la Madonna riuniti in “Una Singolare Annunciazione”, un gruppo scultoreo che l’Arcidiocesi di Lucca, la Parrocchia di San Gennaro e la Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara vorranno collocate di nuovo assieme, in dialogo fra loro, al rientro delle opere nella Pieve di San Gennaro.

Con lo stesso titolo “L’enigmatica Madonna del Parto di San Gennaro – Una singolare Annunciazione fra Leonardo e Piero della Francesca”, è presente presso il bookshop del Centro Leo-Lev il catalogo di Oreste Ruggiero con il capitolo dedicato al restauro a cura di Filippo Tattini e Iolanda Laterza.

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